Peritonite Infettiva felina (FIP)
Articolo a cura della Dott.ssa Valentina De Bellis e della Dott.ssa Luigia Ciaramella
La Peritonite Infettiva felina è una patologia lenta e progressiva del gatto sostenuta da un virus della famiglia dei Coronavirus (CovF) a cui appartengono 2 ceppi:
- uno che è causa della FIP
- e l'altro che è causa dell'enterite felina dalla quale, però, il gatto guarisce rapidamente.
Si manifesta in 2 forme:
- umida con accumulo di liquidi in una o più cavità corporee
- secca con presenza di lesioni granulomatose in più organi
L’infezione da FIP colpisce gatti fin dalla 10 settimana di età ma si presenta in forma asintomatica; generalmente, compare dai 6 mesi di età ai 2 anni e nei soggetti anziani.
I fattori di rischio sono i luoghi affollati come gattili, allevamenti, stress, infezioni concomitanti e la fonte di contagio sono le feci infette.
Inizialmente provoca una lieve enterite per poi evolversi nelle 2 forme più gravi da cui, solo pochissimi gatti con una forte risposta immunitaria, riescono a guarire.
Si manifesta con sintomi aspecifici quali febbre, depressione, letargia, diarrea, inappetenza e solo dopo vari mesi compaiono i sintomi tipici quali, per la forma umida, ascite, versamenti pleurici con conseguenti problemi respiratori, aumento di volume dei testicoli ed altro; mentre per la forma secca i sintomi sono dipendenti dall’organo colpito quale l'intestino (diarrea e malassorbimento), il sistema nervoso centrale (crisi convulsive, alterazione del comportamento) e gli occhi (uveite, lesioni corneali).
Effettuare una diagnosi non è sempre facile per la aspecificità dei sintomi; ciò che si consiglia fare è l’esame sierologico sulle feci (pcr, elisa) e l’esame istopatologico sugli organi.
Sicuramente la forma umida è di più facile diagnosi per la presenza di liquidi in cavità.
La terapia è tutt’ora complicata perché non ne esiste una specifica ma si effettua solo una di sostegno con farmaci che controllano i sintomi che si manifestano; si sta sperimentando un vaccino ma per il momento in Italia non è ancora presente.
Perciò cosa fare per proteggere i nostri amici gatti? PREVENZIONE!
I gatti “casalinghi” sono meno soggetti all’esposizione del virus a meno che i cuccioli non provengano da colonie infette; per i gatti che vivono in comunità è necessario effettuare controlli del titolo anticorpale nelle femmine al fine di limitare cucciolate infette, mantenere ottimali le condizioni igieniche e limitare al minimo lo stress.
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