Articoli vari sul cane

Avvelenamento da rodenticidi nel cane

Articolo a cura del Dott. Daniele Barberini

I rodenticidi sono una categoria di sostanze utilizzate appunto contro i comuni roditori che possono però essere causa di avvelenamento anche per i nostri animali domestici.
L'ingestione di queste sostanze può avvenire attraverso l'ingestione diretta dei cosiddetti "bocconi avvelenati" che sono delle esche utilizzate per combattere i roditori (questa via è frequente soprattutto nei cani), oppure attraverso l'ingestione di roditori che a loro volta avevano ingerito tali sostanze (soprattutto nei gatti in seguito alla loro attività predatoria).

I principali rodenticidi usati sono gli antagonisti della vitamina K che agiscono inibendo a livello epatico l'azione dell'enzima responsabile dell'attivazione della vitamina K stessa, che è fondamentale per la formazione di numerosi fattori della coagulazione.
In seguito all'azione di tali veleni le riserve epatiche della vitamina K si esauriscono (possono volerci anche 3-5 giorni) determinando un'alterazione nella coagulazione nel cane che risulterà più soggetto ad emorragie letali se non trattate correttamente. Inoltre l'ingestione di piccole quantità del tossico ripetute per più giorni risulta essere più grave e dannosa dell'ingestione di una singola dose elevata.

Una volta che il cane ha ingerito queste sostanze tossiche può presentare una sintomatologia molto varia che va da una depressione e anoressia più o meno marcata ad un riscontro di ecchimosi ed ematomi nelle parti più basse del corpo, pallore delle mucose, epistassi (fuoriuscita di sangue dal naso), ematuria (presenza di sangue nell'urina), melena (presenza di sangue nelle feci).
Nei casi più gravi le emorragie potranno interessare anche la cavità toracica con conseguente tosse e difficoltà respiratorie, la cavità addominale, il sistema nervoso con convulsioni, paresi e/o paralisi.

La diagnosi viene effettuata tramite la raccolta anamnestica, la sintomatologia presente e soprattutto attraverso gli esami di laboratorio e il profilo coagulativo che risulteranno più o meno alterati a seconda dellla gravità dell'avvelenamento.

Il profilo coagulativo comprende la determinazione di

  • PT (tempo di protrombina) che sarà in caso di avvelenamento con rodenticidi notevolmente aumentato
  • APTT ( tempo di tromboplastina parzialmente attivato) anch'esso notevolmente aumentato

La terapia per questo tipo di avvelenamento prevede la somministrazione della vitamina K per almeno 3-4 settimane (il trattamento può essere prolungato fino oltre le 6 settimane a seconda dei risultati del profilo coagulativo di controllo); l'assorbimento di tale vitamina è aumentato in caso di somministrazione di diete molto ricche di grassi.
Oltre alla somministrazione della vitamina K è necessario soprattutto nei primi giorni di terapia confinare il cane in luoghi tranquilli e sicuri evitando che possa subire traumi che vadano ad aggravare le emorragie presenti.

Può essere necessario, nei casi più gravi, sottoporre l'animale ad una trasfusione di sangue in  modo da fornire immediatamente fattori della coagulazione e piastrine nell'attesa che la vitamina K somministrata inizi a produrre i suoi effetti (sono necessarie dalle 12 alle 24 ore).

La prognosi è strettamente legata alla situazione clinica dell'animale, agli esami clinici e al profilo coagulativo e alla rapidità di intervento; in linea di massima comunque se l'animale supera le prime 48 ore di coagulopatia acuta avrà buone possibilità di salvarsi.
E' importante da parte dei proprietari una attenta sorveglianza dei propri cani atta ad evitare che possano ingerire roditori morti o bocconi avvelenati.
Nel caso ciò dovesse accadere è importante che non perdano tempo e portino immediatamente il loro animale in visita da un medico veterinario per i controlli del caso.

Torna all'elenco degli articoli sui cani